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Dimostrazione ed evidenza

La dimostrazione, sia quella deduttiva, sia quella induttiva, perviene ad una valida conclusione mediante un ragionamento.  

L’evidenza è la qualità per cui la verità si afferma per virtù propria. Viene definita fulgor veritatis (fulgore della verità). Si tratta di un enunciato che brilla di luce propria: una conoscenza immediata, cioè priva di un medio, a cui la mente umana perviene non in forza del ragionamento ma in forza dell’intuizione.

Nel primo caso, direbbe Sant’Agostino, è lo studioso che parte alla conquista di una verità; nel secondo caso è la verità stessa a conquistare lo studioso.

Riproponiamo il celebre asserto di Cartesio: “Cogito, ergo sum” non è, come alcuni pensano basandosi sulla presenza della preposizione “ergo”, un raziocinio abbreviato, ma un salto della mente, che intuisce l’irrecusabile proposta di una idea chiara e distinta.

Il grande logico Kurt Gödel (1906 - 1978) celebre per il suo pensiero sull’incompletezza delle teorie matematiche in cui evidenzia che di fatto un procedimento logico non può fare a meno di enunciati indimostrati, come gli assiomi ed i postulati. Una riflessione che poteva mettere in crisi la validità dello stesso svolgimento logico. Si può dire che, 3 secoli prima, un altro grande pensatore, René Descartes (1596 - 1650), aveva già anticipato un’adeguata risposta alla riserva avanzata da Gödel.

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