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L'anello più debole

Esempio di trasposizione del linguaggio logico in un linguaggio analogico

Prendiamo in esame questa frase del celebre scrittore inglese G.K. Chesterton:

Una catena non è più forte del suo anello più debole.

Stupefacente esempio di un criterio logico tradotto magistralmente in metafora!

Chesterton nel dire questo si riferiva a Giuda per suffragare l’affermazione che la fedeltà di undici apostoli non fu sufficiente ad impedire il tradimento di uno solo.

Ecco la trasposizione logica della nostra proposizione: Peiorem semper sequitur partem [La conclusione segue sempre la parte peggiore].

Cosa s'intende per parte peggiore?

La parte peggiore, in un sillogismo, viene indicata con il particolare rispetto all’universale, e con il negativo rispetto all’affermativo; si intende dire che se nelle premesse c’è un giudizio particolare, la conclusione sarà particolare, e se c’è un giudizio in forma negativa, la conclusione sarà in forma negativa. Questo, ancora più di un criterio, è un cardine su cui gira il portale di questa scienza.

E’ ancora la Scolastica ad offrirci una versione etica dello stesso criterio: Bonum ex integra causa: malum ex quocumque defectu [Il bene risulta dalla totalità dei requisiti richiesti; la mancanza anche di uno solo basta a compromettere il tutto].

Nel linguaggio sindacale la frase è tradotta così: Boia chi molla! (chi molla è proprio l'anello più debole).

Ciò è applicato anche nel campo delle alleanze politiche, dove è sbagliato rafforzare tutti gli altri anelli se ce n’è anche uno solo che non è più affidabile.

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