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Analogica del giudizio

Il discorso verte sul linguaggio letterario inteso anche come proiezione del linguaggio logico.

Introduciamo uno schema:

  • Concetto (conceptus da concipio); in quanto come dicevano gli antichi è generato dall’intelletto come un figlio dalla madre.
  • Fantasma (la logica classica impiega proprio questa parola) è il prodotto dalla fantasia ed è lo stesso concetto visto come immagine.
  • Calco è l’impronta lasciata dalla realtà nella memoria. L’impronta resta impressa nella mente e, anche quando se ne distacca, lascia come un vuoto dove la realtà può essere riconosciuta. In tal modo la cosa è presente nella memoria proprio in forza della sua assenza.

Nel linguaggio letterario, nell’espressione poetica, nella comunicazione di un messaggio pubblicitario e perfino nell’insegnamento scolastico, il termine rigorosamente logico viene spesso sostituito da un termine traslato. Questa operazione dà luogo al linguaggio figurato. La metafora, la similitudine, l’allegoria, l’iperbole sono le figure più ricorrenti e sono opportunamente impiegate quando intendiamo trasmettere, oltre che un concetto,  anche una emozione. Il termine traslato rispetto al termine concettuale perde in esattezza, ma acquista in efficacia; se, ad esempio, dico: "quella persona è una sanguisuga", affermo molto di più di quando dico: "quella persona è un usuraio".

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